Topi e ratti: come riconoscere questi mammiferi infestanti

I mammiferi infestanti peggiori che ci siano sono i topi e i ratti. Si tratta di due animali diversi che spesso però possono essere confusi. È importante conoscere le differenze tra le due specie per poter attuare specifiche azioni di derattizzazione.

Similitudini

Entrambi questi roditori hanno in comune una grande velocità nel riprodursi. Questo significa che nel giro di poco tempo, non appena trovano una compagnia, si crea un grande colonia che comprende molti roditori. Sono tra i mammiferi più prolifici, infatti, con tempi di gestazione molto brevi e periodi di calore molto frequenti nel corso dell’anno. Il loro nido può trovarsi tra gli ammassi di immondizia ma anche nell’erba alta. La colonia resta nascosta e gli esemplari che si avvistano in giro sono solo in cerca di cibo. Amano rovistare tra i rifiuti e per tale motivo spesso puzzano. Possono esser loro stessi infestanti da insetti come pulci e zecche, diventando così vettore di questi insetti.

Differenze

Ci sono tre specie di topi: il rattus rattus, il rattus norvegicus e mus musculus. Il rattus norvegicus è il ratto di fogna, detto anche ratto grigio. La prima nazione ad esser colonizzata è stata l’Inghilterra da dove si è diffuso grazie ai commerci navali. È lungo 18 cm e la coda può arrivare anche a 25 cm. Le tane possono esser vicino a dei corsi d’acqua dato che sa anche nuotare. Il rattus rattus è invece conosciuto come ratto nero o ratto dei tetti. È giunto in Europa molto prima del ratto grigio e pare sia responsabile di alcune grandi epidemie, come quella di peste nel 1300. Si chiama ratto dei tetti perché spesso ha l’abitudine di fondare la colonia in solai, sotto tetti e simili, spesso si trova in ambito rurale piuttosto che in città. Infine, il mus musculus o domesticus è il cosiddetto topolino domestico. Ha dimensioni minori rispetto alle altre due tipologie, massimo 9 cm di lunghezza.

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