Quali patologie tratta uno psicologo

Ci si rivolge allo psicologo non quando sono gli altri a dircelo, ma quando sentiamo che è arrivato il momento di farlo. Ancora esistono dei tabù su questa cosa e tante persone sono restie dall’ammettere di andare dallo psicologo, psichiatra o psicoterapeuta. La paura è quella di sentirsi giudicati. C’è ancora chi vede le persone che vanno dallo psicologo come dei “pazzi”. La verità è che uno psicologo è di grande aiuto anche quando c’è bisogno di superare una paura, un trauma o semplicemente risolvere uno stato d’ansia.

Ogni psicologo può specializzarsi su alcuni disturbi piuttosto che su altri ma vediamo comunque quali sono i motivi per cui una persona può richiedere una consulenza psicologica Trento.

Si parte dal fin troppo comune disturbo d’ansia, quando una persona vive la propria vitta soggetta a questo stato d’animo. C’è poi l’ansia da separazione, nata appunto dall’allontanamento di qualcuno. Ci sono i vari stati depressivi reattivi, cioè quelli che seguono un lutto o un divorzio. C’è la depressione in quanto tale, così come i disturbi del comportamento e del comportamento alimentare.

Uno psicologo si trova di frequente a dover trattare persone con disturbi della personalità, come il borderline, il bipolare, l’istrionico e l’infantile. Molte persone si rivolgono allo psicologo per via dei disturbi ossessivi compulsivi oppure di disturbi che colpiscono la sfera sessuale (come quello dell’identità sessuale) oppure quella psicosomatica.

Lo psicologo si rivela un valido aiuto in caso di attacchi di panico, bisogno di imparare a gestire la propria rabbia, superare, fobie (anche la fobia sociale) oppure superare la propria difficoltà a socializzare e comunicare.

Potete rivolgervi a uno psicologo quando avete anche altri problemi, come l’anoressia e la bulimia. Quando la notte non riuscite a dormire, se soffrite di fame nervosa e tanti altri motivi.

Come funziona una seduta con lo psicologo

A differenza di quanti credono di solito, dallo psicologo il professionista non resta in silenzio mentre il paziente parla. Può anche accadere se la persona ha molto da dire e parla a ruota libera, tuttavia di solito è lo psicologo a condurre il gioco. Il paziente parla di se ma c’è il dialogo e il confronto.

Lo psicologo ragiona su quelli che sono i problemi del paziente, lo aiuta a raggiungere il suo stato di benessere. Può essere il paziente a dire qual è la cosa su cui vuole lavorare (per esempio se è bipolare o se soffre di insonnia), così come può accadere che il paziente sente una sorta di malessere  angoscia che non può individuare da solo. Lo psicologo lo aiuta a risalire alla fonte del problema.

Durante il primo incontro conoscitivo lo psicologo propone alla persona un percorso per la diagnosi, di solito dalle 2 alle 5 sedute. Lo scopo è quello di capire il problema e offrire dopo un percorso di aiuto veramente adeguato.

Ogni psicologo ha un modo diverso di lavorare, perciò non è detto che alla prima seduta trovate la persona adatta a voi. In ogni caso il consiglio è quello di non limitarsi a una sola seduta, di solito insufficiente a valutare davvero bene una persona.