La marijuana contro Parkinson e Alzheimer

 

Le ricerche scientifiche ormai da anni hanno dimostrato il supporto della marijuana contro Parkinson e Alzheimer. Si tratta di due fra le patologie neurodegenerative più diffuse fra gli anziani.

Con il passare dei decenni, l’intero organismo umano subisce il progetto di invecchiamento, compreso naturalmente il cervello. Le funzioni cognitive diminuiscono, spesso in modo drammatico. Oltre alla demenza senile, il morbo di Alzheimer e il Parkinson riducono di molto la qualità di vita degli anziani, e anche dei loro familiari.

Cure definitive non ne esistono, in nessun campo medico. Ma fra i trattamenti che cercano di rallentare il progresso di queste malattie, da tempo viene usata anche la cannabis terapeutica.  La marijuana light è già usata, anche come prevenzione, contro dolore, depressione o insonnia. Non è possibile fermare il tempo né l’invecchiamento, ma ci sono metodi che aiutano a mantenere giovani il più a lungo possibile le funzioni fisiche e psichiche.

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La marijuana per le malattie neurodegenerative

Prima ancora che compaiano eventuali sintomi di malattie cognitive, potreste valutare l’idea di assumere marijuana light per goderne i benefici; soprattutto se per familiarità o condizioni fisiche siete soggetti considerati ad alto rischio. Chiedete consiglio al vostro medico, per valutare tempi  dosi, e farvi seguire per comprendere quali effetti state avendo.

I benefici della marijuana dipendono dalla presenza del cannabidiolo, una delle sostanze principali contenute nella pianta. Questo, detto anche CBD, ha diverse proprietà: analgesiche, antidolorifiche e neuro protettive

La marijuana light non ha invece effetti psicotropi. Questi sono dovuti al HC, che nella marijuana legale è inferiore allo 0,2 per cento.

·        Ridurre i tremori nel Parkinson

Anche se molto più frequente negli anziani, il Parkinson può insorgere in qualsiasi età della vita. Prove scientifiche hanno dimostrato  che il cannabidiolo  è efficace nel trattamento dei principali sintomi della patologia, in particolar modo nel contenere i tremori, tipici della malattia. Il cannabidiolo funziona come neuroprotettore, oltre ad avere proprietà antiossidanti e anti infiammatorie.  Inoltre, migliora la qualità del sonno, che è spesso un problema che affligge i malati di Parkinson.  

·        Migliorare lo stato cognitivo in chi ha l’Alzheimer

Proprio per le caratteristiche di neuro protezione, gli studi rilevano un miglioramento di alcuni aspetti cognitivi di anziani affetti da Alzheimer, o eventualmente da demenza senile; tra questi, la capacità di orientamento dei soggetti, il loro linguaggio e, in generale, lo stato emotivo

La patologia causa la morte neuronale per stress ossidativo; le proprietà antiossidanti della marijuana aiutano a mantenere più a lungo la salute cerebrale, favorendo la neuro genesi e allentando di conseguenza il grado di tipo cognitivo.

Nelle persone che non mostrano declino cognitivo, non si registrano grandi cambiamenti fra chi fa uso di marijuana e chi no. Diversamente, alcuni studi preliminari hanno invece osservato differenze anche evidenti fra persone che già hanno evidenziato i primi sintomi dell’Alzheimer.