Dario Sannino su Chimeric Antigen Receptor

Riceviamo e pubblichiamo dal blog di Dario Sannino questo approfondimento sulla terapia genica CAR. La terapia genica CAR – T, dall’inglese “Chimeric Antigen Receptor” – Recettori Chimerici per l’antigene, è un trattamento cellulare che usa come cura i globuli bianchi di tipo T, presenti in ogni paziente. I linfociti T hanno una funzione importante nel sistema immunitario umano. La terapia genica CAR – T è stata convalidata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ed usa i linfociti del paziente per combattere il cancro. La terapia CAR – T è stimata come il trattamento futuro contro i tumori. I linfociti T, su cui si basa la terapia CAR – T, sono prelevati da paziente e ingegnerizzati in laboratorio, perché riconoscano e combattano il tumore. Nel DNA dei globuli bianchi Linfociti T, estratti dall’organismo del paziente, viene introdotto un gene, attraverso un virus inattivato.

Il gene, si legge nel blog di Dario Sannino, introduce una proteina sulla superficie del linfocita T, che diventa una spia per riconoscere le cellule tumorali. Il sistema immunitario diventa più aggressivo nel punto dove si realizza la necessità di combattere il tumore. La terapia genica CAR – T basata sul linfocita T è stata convalidata per due tipologie di tumore: la leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cellule B nei pazienti in età pediatrica e nei giovani adulti fino a 25 anni; il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) nei pazienti adulti, per patologie come il mieloma o il neuroblastoma. La terapia CAR – T può provocare effetti collaterali importanti. Si stanno sperimentando farmaci per l’eliminazione di questi effetti. Uno degli studi più innovativi per ridurre e  limitare gli effetti collaterali della terapia CAR – T si sta effettuando, ci ricorda Dario Sannino, presso il San Raffaele di Milano. I primi trattamenti della terapia genica CAR – T sono stati convalidati in America nell’agosto del 2017, ma le sperimentazioni crescono con un ritmo lento a causa dei costi elevati della terapia CAR – T. Il budget richiesto è di oltre 400mila dollari per paziente. In Italia è stato studiato un modello di rimborso per la terapia genica CAR – T, adottato dall’Aifa e denominato “pagamento al risultato”, in inglese “payment at results”.

Esso si basa sul lavoro delle Regioni, a cui spetta il compito di segnalare i centri ematologici autorizzati a somministrare la terapia genica CAR – T. I centri saranno specializzati sulle procedure necessarie alla somministrazione del “tisagenlecleucel”, prodotto dalla Novartis, secondo quanto previsto dall’Agenzia Europea. La terapia CAR – T convalidata in Italia è stata sviluppata dalla casa farmaceutica Novartis con il “tisagenlecleucel” e da Kite, assorbita da Gilead. La terapia CAR – T sviluppata dalla casa farmaceutica Novartis con il “tisagenlecleucel” è indicata per la cura della leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cellule B refrattaria, in stato avanzato, anche dopo il trapianto di midollo osseo nei pazienti in età pediatrica e nei giovani adulti fino a 25 anni. La terapia CAR – T della Novartis è usata anche per la cura si pazienti in età adulta con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), che torna a manifestarsi dopo due o più cicli di chemioterapia. La terapia CAR – T sviluppata da Kite è indicata per la cura di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL), con recidiva o refrattaria, dopo due o più cicli di terapia tradizionale. I centri italiano in cui si è sperimentata la terapia CAR – T sono due: l’Istituto Nazionale Tumori di Milano e l’Istituto di Ematologia “Seragnoli” di Bologna. Prossime sperimentazioni della terapia genica CAR – T sono previste presso l’Ospedale San Raffaele di Milano e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.